Fine della TV nazionalpopolare: a De Martino

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Fine della TV nazionalpopolare:  a De Martino

il rinnovo generazionale nella conduzione televisiva italiana

Un cambio di passo nel panorama della televisione italiana emerge con l'insediamento di giovani conduttori ai vertici degli eventi più seguiti, segnando una brusca svolta rispetto alle lunghissime regole di continuità che hanno visto protagonista una generazione di volti storici dagli anni ’80. La transizione tra figure consolidatesi nel tempo e nuove leve che si affermano velocemente sta ridefinendo i canoni della comunicazione pubblica attraverso un nuovo equilibrio tra tradizione e innovazione.

la scalata di Stefano De Martino nel panorama televisivo

da ballerino a conduttore di successo

Stefano De Martino, oggi 36enne, ha segnato un percorso di ascesa rapida e significativa: conosciuto inizialmente come ballerino professionista nel format di Maria De Filippi, ha prodotto un’evoluzione verso ruoli di conduzione, ottenendo un grande consenso. Dopo aver esordito nel 2009 come concorrente di "Amici", si è ritagliato un ruolo di rilievo sui principali canali italiani, diventando uno dei volti più apprezzati della Rai.

il passaggio dalla tv commerciale alla tv pubblica

De Martino si è distinto per un profilo che noi potremmo definire “eccessivamente popolare”, lontano dai modelli tradizionali che hanno sempre caratterizzato i conduttori storici della tv di servizio pubblico. La sua presenza ha rappresentato un vero e proprio «ossimoro», dal momento che la Rai, con il suo stile più istituzionale e di stampo baudiano, ha scelto di affidargli programmi come “Stasera Tutto è Possibile” e, successivamente, “Affari Tuoi”, uno dei titoli più seguiti e di più ampia copertura.

il contesto storico e culturale del servizio pubblico radiotelevisivo

la tradizione della tv nazionalpopolare

Nel passato, conduttori come Pippo Baudo incarnavano un modello di televisione che univa intrattenimento con una forte valenza culturale e civica, in grado di creare un “senso comune” attraverso un’offerta accessibile ma di qualità. Questa tradizione ha portato avanti l’idea di un mezzo di massa che, oltre a divertire, aveva il compito di coinvolgere culturalmente l’Italia ancora in via di alfabetizzazione e diffusione di valori condivisi.

la trasformazione e la frammentazione della collettività

Dalla fine degli anni ’80, con l’affermarsi della tv commerciale, questa funzione si è progressivamente indebolita. La questione è diventata ancora più complessa con il passare del tempo, fino a sfociare in un contesto in cui la cultura condivisa si è frammentata, e la missione di creare un’identità nazionale unitaria ha subito un sostanziale declino.

il ruolo delle nuove generazioni di conduttori

esperienze e competenze

Rispetto ai loro predecessori, i nuovi volti della televisione portano con sé percorsi differenti e competenze più specializzate. Alessandro Cattelan, ad esempio, vanta un’esperienza internazionale e conoscenze di musica e spettacolo acquisite nel panorama di MTV e nelle conduzioni di eventi come “X Factor” e l’Eurovision Song Contest 2022.

le differenze con la tradizione storica

Il pubblico e la stessa Rai sembrano preferire uno stile di conduzione più disimpegnato, leggero e spesso più improntato all’intrattenimento immediato, che si discosta dalla tradizione impegnata, civica e culturalmente “alta” dei conduttori storici. La capacità di De Martino di dialogare con il pubblico, di cavalcare con naturalezza il mezzo televisivo e di adottare uno stile “piaciono” si rivela uno strumento strategico di grande efficacia.

riflessioni sul futuro del servizio pubblico

Il mutamento generazionale impone una riflessione approfondita sulla linea che dovrebbe seguire il servizio pubblico radiotelevisivo. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra rappresentanza culturale e capacità di attrarre un pubblico eterogeneo, in un Paese caratterizzato da una società sempre più frammentata e complessa. La presenza di conduttori giovani, competenti e radicati nelle reali dinamiche sociali può contribuire a multifare incarnare una "terza via" tra tradizione e innovazione, in grado di mantenere vivo il ruolo educativo e culturale dei media di Stato.

Chiudono questa analisi i nomi di alcuni tra i principali conduttori e figure di riferimento presenti recentemente in ambito televisivo, i cui profili rappresentano gli estremi di questa trasformazione: 

  • Pippo Baudo
  • Loretta Goggi
  • Stefano De Martino
  • Alessandro Cattelan
  • Claudio Baglioni
Fine della TV nazionalpopolare:  a De Martino
Milly Carlucci e Raimondo Todaro
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