La verità di Corona, ora canta lui

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La verità di Corona, ora canta lui

Nel pomeriggio di ieri si è delineata una dinamica significativa nel racconto pubblico intorno a Fabrizio Corona, a seguito della chiusura dei suoi profili social. Una clip pubblicata da una figura nota del mondo digitale ha reso evidente una narrazione che intreccia provocazione, memoria dei fatti e una messa in scena che va oltre una semplice reaction.

fabrizio corona e la chiusura dei profili social

In una scena ripresa con una mazza da baseball in mano, l’ex re dei paparazzi viene mostrato mentre pronuncia frasi taglienti sul timore della morte e sull’eventuale chiusura del canale YouTube. «Se temo più la morte o che mi chiudano il canale YouTube? Della morte non me ne frega niente», «se mi chiudono il canale YouTube prendo questa», e «vado da Google e incomincio a distruggerlo» sono espressioni che emergono dalla descrizione visiva, accompagnate da una bio che allude a un prossimo intervento pubblica.

La scena è stata diffusa dopo la chiusura degli account social dell’interessato, generando discussione su come si consumano i contenuti online e su quali strumenti del personaggio possano restare attivi nonostante i provvedimenti di piattaforme.

la pubblicazione su youtube di vagnato

Oggi, come previsto dagli appuntamenti temporali fissati, Gabriele Vagnato ha pubblicato un video su YouTube dal titolo «La verità di Fabrizio Corona, adesso canta lui». La presentazione non prevedeva una reaction diretta: più che una replica, l’autore realizza una ricostruzione della giornata precedente, partendo da alcune testate giornalistiche per inquadrare l’andamento degli eventi.

Vagnato spiega che le immagini con la mazza risalgono a mesi fa e, attraverso una successione di riferimenti mediatici, traccia una cronologia dell’azione della giornata precedente. Infine, indossando i panni di Corona, interpreta una performance vocale che segue la narrazione ricostruita.

contenuti e toni del video

Nel racconto visuale emergono estratti vocali e frasi marcate da una gestione scenica mirata a evidenziare una dinamica di potere tra protagonisti, con una carica di adrenalina e provocazione. «Adrenalina pura» e «io sono il mostro che ha inventato il gioco» sono espressioni che compaiono all’interno della scena, insieme a riferimenti sulla desaparizione di opportunità televisive, dichiarati in toni decisi. Altre frasi presenti includono «La televisione è morta e la uccido io», «Noi abbiamo le prove e non facciamo provini» e «Noi siamo dei signori, mica dei signorini», che compongono una cornice di contenuto fortemente contrapposta alle dinamiche abituali dell’audio-video online.

La ricezione ha diviso l’opinione del pubblico: alcuni hanno apprezzato lo stile e la creatività di Vagnato, altri hanno espresso delusione per l’assenza di una reazione diretta da parte di Corona. Si è anche osservato che l’intervento dell’autore è stato interpretato come una forma di trollaggio, tipico del linguaggio Internet.

In definitiva, l’episodio evidenzia come la frontiera tra realtà e interpretazione possa essere interpretata in modo diverso da ciascun osservatore, senza però discostarsi dai fatti riportati dalle fonti e presentati nel video.

nominativi citati e partecipanti

Nella narrazione compaiono alcune figure nominate nel contesto dell’episodio. Di seguito un riepilogo dei nomi evidenziati nel contenuto principale:

  • fabrizio corona
  • gabriele vagnato
  • fedez
  • alfonso
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