Morbo K: la serie di Rai 1 ignora il fascismo? Scoppia la polemica

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Morbo K: la serie di Rai 1 ignora il fascismo? Scoppia la polemica

nella ricostruzione delle vicende ambientate nel settembre 1943 a roma, la serie racconta una stagione di tensione estrema tra occupazione e resistenza, legata a una minaccia apparentemente scientifica che diventa strumento di salvezza per alcune famiglie del ghetto ebraico. al centro della narrazione emergono scelte morali complesse, strategie di fuga e una conta di vite che pende tra speranza e destino, sospinta da una logica operativa dellettrici eventi della guerra.

morbo k: trama e contesto storico

la trama ruota attorno a kappler, capo delle ss residenti a roma, che pretende un tributo in oro per evitare la deportazione di una parte della comunità ebraica: cinquanta chili. di fronte all’insolvenza immediata, il direttore del fatebenefratelli, il professor prat i, intuisce le vere intenzioni delle autorità tedesche e muove risorse umane per salvare gruppi familiari in pericolo. per ostacolare l’avanzata dei nazisti sull’isola tiberina, prat i concepisce un piano: creare un virus altamente contagioso che simuli una malattia grave, isolando chi mostra i sintomi e limitando così la circolazione interna. nello sviluppo della storia, la famiglia calò si distingue tra quelle accolte dal reparto dedicato, con silvia calò tra i personaggi principali, una giovane dotata di talento artistico.

silvia, interpretata da dharma mangia woods, si avvicina a pietro prestifilippo, giovane assistente del professor prat i, che ricambia il sentimento nonostante sia già promesso a un’altra donna per pressioni familiari. la coppia si intreccia ai destini della comunità ebraica, mentre il legame tra pr ati e gli ospiti del reparto k li mette in contatto con la realtà della resistenza. l’epopea personale dei protagonisti si intreccia con la necessità di trovare una via di fuga prima che l’ordine di rastrellare i residenti del ghetto venga eseguito.

la situazione raggiunge il culmine il 16 ottobre 1943, quando i cinquantamila chili di oro risultano destinati alle casse dei nazisti, eppure kappler decide ugualmente di coordinare l’operazione di rastrellamento. complessivamente, 1.259 persone della comunità vengono caricate sui convogli diretti verso i lager; tra loro figura anche la famiglia calò. il destino di silvia, pietro e prat i si annuncia nelle ultime ore drammatiche prima della partenza del treno per l’isola di roma.

morbo k: sviluppo narrativo e protagonisti

il racconto privilegia i rapporti tra i protagonisti e le tensioni generate dalla necessità di proteggere le vite all’interno di un quadro storico estremamente precario. la figura di kappler rappresenta la pressione esterna delle autorità militari, mentre prat i agisce come anello di congiunzione tra istituzioni sanitarie e rifugi d’emergenza. la relazione tra silvia calò e pietro prestifilippo complica le dinamiche personali con la responsabilità collettiva, poiché la resistenza emerge come via di salvezza per alcune famiglie durante il precipitare degli eventi. l’idea di isolare i sintomatici con un morbo simulato diventa così una strategia per ritardare o impedire la concentrazione forzata degli ebrei sull’isola tiberina.

contesto storico e dinamiche interne

all’interno del ghetto romano si intrecciano scelte pratiche e dilemmi etici, mentre le autorità occupanti impongono ritmi serrati. la serie esplora la tensione tra necessità di sopravvivenza e responsabilità verso la comunità, mettendo in primo piano i rischi associati a misure drastiche adottate per contenere un’epidemia inventata e la conseguente fragilità delle famiglie coinvolte.

morbo k: ricezione critica e controversie

tra gli elementi discussi emerge la presenza di figure fasciste all’interno della narrazione, con una rappresentazione che molti hanno percepito come ridotta. il racconto mostra due figure fasciste, ma la trattazione non approfondisce in modo esplicito l’intervento e la responsabilità diretta del fascismo nel rastrellamento del ghetto romano del 1943. questo aspetto ha suscitato riflessioni e dibattiti sull’aderenza storica e sull’esigenza di una trattazione meno ambigua degli eventi reali, pur restando valido come racconto della resistenza romana in quella pagina della guerra. la narrazione rimane scorrevole e coinvolgente dall’inizio fino all’epilogo, offrendo una cornice drammatica alle scelte di chi vive quel periodo.

protagonisti principali e cast

  • kappler — personaggio, capo delle ss a roma
  • prati — professore e direttore del fatebenefratelli
  • silvia calò — giovane artista del ghetto
  • dharma mangia woods — interprete di silvia calò
  • giacomo giorgio — interprete di pietro prestifilippo
Morbo K: la serie di Rai 1 ignora il fascismo? Scoppia la polemica
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Categorie: TV e Spettacolo

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