Perché il giudice ha bloccato il video su Signorini

Giampiero Colossi • Pubblicato il 26/01/2026 • 2 min

Una decisione giudiziaria di rilievo ha incisivamente modificato la diffusione di contenuti legati a questioni mediatiche e personali. Il Tribunale di Milano ha sospeso l’uscita della terza puntata di una trasmissione online e ha ordinato la rimozione dei primi due episodi, indicando motivazioni che approfondiscono il confine tra informazione e tutela della reputazione. L’attenzione si concentra su quanto dichiarato in un contesto pubblico e su come tali affermazioni possano incidere sulla percezione degli spettatori, senza anticipare esiti su eventuali comportamenti illeciti.

blocco della terza puntata di falsissimo: motivazioni del tribunale di milano

Secondo l’ordinanza, non emergerebbero elementi sufficienti a configurare un interesse pubblico sufficiente a giustificare la diffusione del contenuto. La gestione delle accuse si concentra su una possibile violenza verso una persona singola piuttosto che su un sistema diffuso, come sostenuto dall’autore del materiale. Il provvedimento evidenzia che le affermazioni di Fabrizio Corona non includono prove univoche di condotte illegali da parte di Alfonso Signorini, ma descrivono relazioni e situazioni personali che, nel quadro normativo italiano, non configurano illecito da sé.

La differenza tra diritto a informare e diritto a criticare viene sottolineata dal giudice, che richiama come le prove si riferiscano ai fatti e non alle opinioni. Nello specifico, l’ordinanza segnala che le chat presentate non avrebbero fornito una prova sufficiente di illeciti e che alcune conversazioni mostrerebbero una piena consapevolezza degli interlocutori coinvolti. La sospensione mira a una funzione preventiva per evitare una lesione ulteriore dell’onore e della reputazione.

reazione di fabrizio corona

In risposta all’ordinanza, Corona ha commentato dalla piattaforma Telegram, criticando l’uso della legge per silenziare l’informazione e definendo il contesto come sintomo di un sistema di potere che si protegge a vicenda. La sua comunicazione evidenzia la percezione di pressione del sistema mediatico e la volontà di proseguire l’inchiesta nonostante le restrizioni.

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