Savino: 'Mio padre assente ma meraviglioso

Giampiero Colossi • Pubblicato il 17/01/2026 • 3 min

In una conversazione intima e senza filtri, emerge un lato inedito di Nicola Savino: una vulnerabilità radicata in giovani ricordi familiari e tuttora presente nell’equilibrio quotidiano. Il racconto si focalizza su esperienze e emozioni che hanno formato la sua sensibilità, distanziandosi dall’immagine pubblica di ironia e leggerezza associata al mestiere di conduttore.

nicola savino protagonista di una rivelazione intima

La narrazione mette in luce una fragilità persistente, strettamente legata al contesto familiare. Savino descrive una depressione del padre come presenza silenziosa che ha inciso sulla sua percezione degli stati d’animo, accompagnata da un’ansia materna vissuta quotidianamente in casa. Questi elementi spiegano una predisposizione a controllare le emozioni e a mantenere un comportamento equilibrato anche in situazioni complesse.

contesto familiare e influssi sull’età adulta

La storia familiare raccontata dal conduttore evidenzia un padre ingegnere sui pozzi petroliferi all’estero, presente solo a tratti, con un ritorno che portava regali ma non sempre una lettura immediata delle emozioni. L’assenza, più che la distanza fisica, è stata la protagonista di quegli anni, lasciando spazio a una consapevolezza emotiva che ha accompagnato Savino nel tempo e che ancora orienta la sua attenzione ai propri stati d’animo.

infanzia e relazione con il padre

L’infanzia è descritta come solitaria, scandita da momenti trascorsi nella cameretta tra LEGO e costruzioni. L’assenza del padre ha imposto una lettura degli affetti meno immediata, con una relazione che si è costruita su una presenza intermittente. Un episodio particolarmente toccante riguarda l’ultimo dialogo con il padre, poco prima della sua scomparsa: la domanda se fosse stato un buon padre ha ricevuto una risposta franca e immediata, un momento che Savino considera essenziale perché dimostra come sia importante dire le cose, anche tardi.

vita sentimentale e autoironia

Dal punto di vista relazionale, il racconto tratteggia una figura che si vede fuori dagli schemi, poco incline a mode e conquiste facili. L’autoironia contraddistingue la sua narrazione, collocando la figura di Savino come un “bravo guaglione” piuttosto che un seduttore, con una profondità che emerge dalla fragilità, dalla consapevolezza e dalla memoria che guida le scelte e il vissuto quotidiano.

momento chiave e significato del legame familiare

Il ricordo centrale riguarda quel dialogo con il padre, un momento che assume rilievo perché fonda l’idea che dire le cose possa avvenire anche oltre i tempi, ma resta un valore fondamentale. La narrazione evidenzia come l’eredità emotiva dei genitori, pur essendo fonte di tensione, possa diventare una bussola per interpretare sé stessi e le proprie reazioni nell’età adulta.

nominativi presenti nella narrazione:

  • Nicola Savino
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