Chiara Ferragni prosciolta 'accusa di truffa aggravata per il caso del pandoro

Giampiero Colossi • Pubblicato il 14/01/2026 • 3 min

Negli ultimi due anni una vicenda ha occupato le cronache e l’attenzione del pubblico, mettendo al centro una figura pubblica di rilievo e una serie di campagne benefiche promosse sui social. Il caso, noto come Pandoro Gate, è scaturito da promozioni legate al Pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi, tra il 2021 e il 2022, e dall’analisi di messaggi che avrebbero insinuato che ogni acquisto fosse destinato alla beneficenza, alimentando un sospetto inganno nei confronti dei consumatori.

pandoro gate: evoluzione del caso

L’indagine ha riguardato possibili profili di condotta lesiva della fiducia dei consumatori, con l’ipotesi di truffa aggravata associata all’uso dei social network e alla diffusione di contenuti promozionali. La situazione ha investito non solo le operazioni commerciali coinvolte, ma anche l’immagine pubblica della protagonista e la fiducia dei follower.

pandoro gate: iter giudiziario a milano

Il procedimento è stato istruito al Tribunale di Milano con rito abbreviato, coinvolgendo la Ferragni insieme ad altri coimputati. A novembre le parti avevano chiesto una condanna di circa un anno e otto mesi di reclusione per ciascuno, sostenendo che l’uso dei social avesse amplificato la portata ingannevole dei messaggi promozionali. A sostegno della difesa si è sostenuta l’assenza di dolo, attribuendo la vicenda a errori di comunicazione non intenzionali.

pandoro gate: la sentenza e le conseguenze

La svolta è arrivata il 14 gennaio 2026, quando il giudice Ilio Mannucci Pacini non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online. Caduta l’aggravante, il reato è stato riqualificato in truffa semplice, perseguibile solo su querela. La querela era stata ritirata dal Codacons in seguito a un accordo di risarcimento economico, portando al proscioglimento di Chiara Ferragni e degli altri coimputati.

pandoro gate: reazioni e bilanci

All’uscita dall’aula, l’emozione dell’influencer è stata evidente. «È finito un incubo, sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta. Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower». Le parole pronunciate in quell’occasione hanno evidenziato la chiusura di una fase difficile sia sul piano personale sia su quello professionale.

Per quanto riguarda la difesa, l’avvocato Giuseppe Iannaccone ha commentato: «Siamo contenti. È accaduto quel che doveva accadere. Chiara è stata ammirevole e deve essere un esempio per tutti: è stata rispettosa prima nei confronti dell'autorità garante e, poi, dell'autorità giudiziaria, nei confronti della quale si è comportata con trasparenza e ha avuto giustizia. Perché nel nostro Paese giustizia c'è, eccome!».

Un altro legale della difesa, Marcello Bana, ha aggiunto: «Siamo contenti di essere riusciti a fare assolvere Chiara dopo una battaglia durata due anni su un qualcosa che probabilmente non doveva nemmeno nascere».

pandoro gate: protagonisti e figure chiave

Nell’ambito della vicenda hanno avuto rilievo diversi interlocutori legali e la persona al centro del caso.Di seguito, le figure menzionate nel contesto dell’azione giudiziaria:

  • Chiara Ferragni
  • Giuseppe Iannaccone
  • Marcello Bana
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