3 serie di fantascienza cancellate troppo presto

Giampiero Colossi • Pubblicato il 12/01/2026 • 3 min

L’orizzonte della fantascienza televisiva propone opere di rilievo che indagano temi come realtà percepita, identità e potere tecnologico. In alcuni casi, nonostante ambizione e investimenti significativi, le serie non hanno avuto modo di concludere il proprio arco narrativo, lasciando agli spettatori trame interrotte e domande insolute. L’analisi prende in esame tre esempi emblematici che hanno segnato il panorama delle piattaforme di streaming per coinvolgimento, immaginario e impatto sulle discussioni tra fan.

1899: cancellazione e potenziale eredità di una narrazione intricata

La decisione di terminare la serie è stata accompagnata da una forte sorpresa tra il pubblico, soprattutto perché la produzione discendeva dal pedigree degli stessi autori di Dark. Il racconto era costruito come un intreccio stratificato e internazionale, ambientato a bordo della nave Kerberos, che prometteva di approfondire temi di realità simulata, identità frammentate e percezioni ingannevoli. L’impianto narrativo, pensato come un puzzle da risolvere episodio dopo episodio, coinvolgeva gli spettatori in teorie e supposizioni continue. La prima stagione, chiusa da un finale a sorpresa, sembrava voler ribaltare prospettive e contesto, aprendo nuove possibilità prima che la serie trovasse una significativa sospensione. Nonostante l’ambizione, la realizzazione presentava anche difetti: periodi di ritmo meno serrato e una certa cripticità deliberata, elementi che non hanno impedito di riconoscere l’impatto innovativo della serie durante la sua breve vita.

altered carbon: identità, immortalità e una progettazione costosa

Tra i progetti sci‑fi più costosi mai prodotti da una piattaforma di streaming, Altered Carbon si distingue per l’ambientazione in un futuro distopico in cui la coscienza può essere trasferita in nuovi corpi, rendendo la morte meno definitiva. La narrazione esplora temi di identità, immortalità e disparità sociale, racchiusi in una resa estetica cyberpunk particolarmente curata. La stagione iniziale segue Takeshi Kovacs, ex soldato incaricato di risolvere un omicidio impossibile. Con il passare del tempo, la seconda stagione muta prospettiva e tono, spostando l’attenzione su una ricerca più personale, anche grazie al cambio di interprete principale (Anthony Mackie). Pur presentando differenze qualitative tra le stagioni, l’opera resta tra le produzioni più costose e scenograficamente raffinate viste in streaming.

westworld: coscienza, libero arbitrio e chiusure mancanti

Westworld, nato dall’idea originale di Michael Crichton, ha riunito un parco tematico futuristico popolato da host in grado di imparare, scegliere e ribellarsi. La serie ha guidato una riflessione approfondita su coscienza, libero arbitrio e controllo, passando dall’impianto western agli orizzonti della fantascienza più filosofica. Nel corso delle stagioni si è avanzata una lettura sempre meno convenzionale, affinando temi esistenziali e strutture narrative complesse. La chiusura della serie non è stata definita, con la trattativa per una quinta stagione che non ha trovato una conclusione formale, lasciando questioni aperte e un arco non definitivamente chiuso per il pubblico.

figure di rilievo citate nel testo:

  • gli autori di Dark
  • anthony mackie
  • michael crichton
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Categorie: TV e Spettacolo

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