Serie TV perdere per gli appassionati di true crime

Giampiero Colossi • Pubblicato il 11/01/2026 • 2 min

Il true crime continua a essere uno dei generi televisivi più seguiti, offrendo una sintesi serrata tra analisi psicologica, ricostruzione dei fatti e riflessioni sulle dinamiche sociali. Le opere moderne si distinguono per l’attenzione ai contesti che hanno favorito gli eventi narrati, per la qualità delle interpretazioni e per un tono che evita semplificazioni, mantenendo la narrazione sobria e coinvolgente.

monster: la storia di jeffrey dahmer

All’interno dell’insieme Monster, la stagione dedicata a jeffrey dahmer ripercorre la lunga serie di omicidi, alternando la cronaca dei fatti alla quotidianità del protagonista e alle lacune istituzionali che hanno permesso all’individuo di operare per anni. Da un lato si evidenzia un rischio di focalizzazione eccessiva sull’assassino; dall’altro si mettono in luce temi centrali come la negligenza istituzionale, il razzismo e l’omofobia, elementi decisivi nel fallimento delle indagini. Evan Peters propone un’interpretazione disturbante ma misurata, che contribuisce a mantenere un tono cupo e opprimente.

the act: abuso, contesto e responsabilità

La serie esplora una vicenda reale e profondamente inquietante: Gypsy Rose Blanchard cresce all’interno di un regime familiare dominato da manipolazioni, menzogne e cure forzate. Il racconto privilegia la complessità morale e l’ambiguità dei ruoli, evitando semplificazioni e non giustifica il crimine. Le interpretazioni di Joey King e Patricia Arquette risultano centrali nel rendere credibile e devastante la narrazione, evitando qualsiasi forma di romanticizzazione del contesto. The Act non cerca di scagionare, ma di spiegare il contesto che ha reso possibile l’evento, offrendo una lettura intensa e disturbante del fenomeno.

mindhunter: un cambiamento nel racconto del crimine

Mindhunter è considerata una delle serie che hanno rivoluzionato il modo di raccontare i serial killer. Ambientata alla fine degli anni ’70, segue i primi agenti dell’FBI impegnati a studiare la psicologia criminale e a gettare le basi della profilazione moderna. La serie evita scorciatoie narrative: niente inseguimenti spettacolari, nessuna violenza gratuita; tutto si regge sui dialoghi, sulle interviste e sul progressivo disagio degli investigatori nel dare una logica all’orrore. L’eleganza glaciale e l’attenzione ai dettagli hanno reso Mindhunter un riferimento del genere, pur rimanendo incompiuta.

Personaggi, ospiti o membri del cast citati nella trattazione

  • Jeffrey Dahmer
  • Evan Peters
  • Gypsy Rose Blanchard
  • Joey King
  • Patricia Arquette
Ma quindi Checco Zalone ha battuto Avatar o no?
Trap House recensione: Dave Bautista in un brutto film action
Warner Bros sceglie Netflix: rifiutata la ricca controfferta di Paramount
Categorie: TV e Spettacolo

Per te