Raffaella Fico: "Dopo un travaglio di cinque ore, il mio bambino è nato a 5 mesi. , non dormo più. Quando perdi un figlio, non...

Giampiero Colossi • Pubblicato il 11/01/2026 • 3 min

In un racconto che mette in luce vulnerabilità e resilienza, si materializza un dolore profondo legato a una perdita in gravidanza. la storia racconta la nascita di una ferita che ha coinvolto non solo la madre ma l’intera famiglia, offrendo una testimonianza di quanto possa essere intenso vivere un momento così critico e trasformarlo in un cammino di gestione emotiva e supporto reciproco.

perdita del bambino al quinto mese di gravidanza: dinamiche e dolore

La vicenda ruota attorno alla perdita di Vincenzo, figlio atteso dal partner Armando Izzo, descritta come un momento estremamente doloroso che ha segnato profondamente la famiglia. inizialmente, la gravidanza era considerata stabile e positiva, con un controllo recente che aveva dato esito favorevole. poi, al quinto mese, si è verificata la rottura delle acque. nonostante il cuore del bambino continuasse a battere, la prematurità ha reso impossibile un salvataggio.

Le cause della perdita restano poco chiare: agli occhi dei medici è stata ipotizzata un’infezione, anche se si sono registrate piccole perdite di sangue considerate normali. questa incerta ricostruzione clinica ha accompagnato il dolore, senza offrire una spiegazione definitiva.

l'inizio della gravidanza e la svolta dolorosa

All’inizio, la gravidanza è stata descritta come senza complicazioni significative, con segnali incoraggianti nei primi controlli. la situazione è cambiata bruscamente con l’evento della rottura delle acque, che ha segnato una svolta devastante. il pensiero costante al bambino ha accompagnato ogni momento, rendendo il periodo successivo estremamente intenso dal punto di vista emotivo.

il parto e le condizioni durante l’evento

È emerso che il parto si è svolto in condizioni difficili, caratterizzato da un travaglio di diverse ore. non essendo ipotizzabili misure di salvataggio, la madre ha dovuto affrontare un processo traumatico, simile a un parto vero e proprio. il ricordo di quei momenti rimane particolarmente vivido, con la consapevolezza di non poter tenere tra le braccia il bambino appena nato.

l'impatto sul partner e sulla figlia

Comunicare la notizia al partner ha rappresentato un momento particolarmente doloroso: lo choc ha portato Armando Izzo a interrompere una telefonata, testimoniando lo stato di grande shock. nonostante il disorientamento, questa prova ha anche rafforzato la complicità tra i due, che si confrontano quotidianamente con la perdita. la presenza del figlio maggiore, Pia, ha accompagnato la dinamica familiare: la bambina ha reagito con grande tristezza, esprimendo incredulità e dolore di fronte all’accaduto. la vita familiare è stata trasformata da una realtà improvvisa e difficile da accettare.

Il dolore resta una presenza costante: il pensiero del bambino accompagna sia di giorno sia di notte, e il racconto personale evidenzia una sensazione di vuoto che sembra impossibile da colmare. la narrazione mette in luce come una perdita infantile possa generare un vissuto di lutto che coinvolge tutte le persone care, richiedendo tempo e sostegno per essere elaborato.

La storia sottolinea anche che, nonostante il tempo possa attenuare il peso emotivo, la situazione rimane particolarmente devastante. l’esperienza vissuta ha lasciato un segno profondo, rendendo difficile pensare a nuove opportunità di gravidanza in futuro, finché il dolore non trovi uno spazio di elaborazione e di crescita personale.

Questo racconto offre una prospettiva sul tema del lutto perinatale, evidenziando la necessità di riconoscere e accompagnare i sentimenti di chi vive una perdita così intensa, senza semplificazioni o giudizi, ma con una lettura attenta della realtà familiare e delle sue dinamiche emotive.

nominativi citati nel racconto:

  • Raffaella Fico
  • Armando Izzo
  • Pia (figlia)
raffaella fico

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